
Nel Metodo Munari, lo spazio non è mai neutro. Ogni ambiente parla ai bambini, li invita a muoversi, osservare, sperimentare. Per questo motivo, nelle nostre sezioni, arredi, materiali e allestimenti sono stati ripensati per diventare veri strumenti educativi. I tavoli non sono solo luoghi dove “si lavora”, ma spazi di incontro. Gli angoli morbidi favoriscono il riposo e la lettura. Gli scaffali bassi permettono ai bambini di scegliere in autonomia. I materiali sono visibili, accessibili, ordinati, perché anche l’ordine aiuta a pensare.
Particolare attenzione è stata dedicata al disegno, considerato uno dei linguaggi più importanti dell’infanzia. Nel nostro lavoro quotidiano, il disegno non è mai un esercizio da copiare. È un momento di espressione libera, in cui il bambino racconta sé stesso, le proprie emozioni, le proprie scoperte. Le insegnanti si siedono accanto ai bambini, osservano, ascoltano, incoraggiano. Non correggono, non impongono modelli. Accompagnano con discrezione, rispettando il percorso individuale di ciascuno.
Secondo il pensiero di Bruno Munari, il disegno è prima di tutto piacere. È un gioco serio, fatto di concentrazione, tentativi, errori, soddisfazioni. È un momento in cui il bambino sperimenta la propria capacità di creare. Anche le routine quotidiane vengono ripensate in chiave educativa. Il momento del riordino, della merenda, dell’ingresso e dell’uscita diventano occasioni per imparare a rispettare i tempi, gli spazi, gli altri. Per l’infanzia a Faenza, questo approccio rappresenta una grande ricchezza: ambienti che crescono insieme ai bambini, che si trasformano con loro, che rispondono ai loro bisogni reali.
